Gli ossidi di azoto (NOx) comprendono il diossido di azoto (NO2) e il monossido di azoto (NO) e si formano nei processi di combustione di carburanti e combustibili, in particolare ad alte temperature. La loro fonte principale è il traffico stradale. Gli ossidi di azoto sono importanti precursori di polveri fini secondarie e, insieme ai composti organici volatili, di ozono/smog estivo. Insieme all’ammoniaca contribuiscono all’eccessiva concimazione degli ecosistemi. Il diossido di azoto e altri gas irritanti favoriscono inoltre l'insorgere di affezioni delle vie respiratorie, in particolare nei bambini.
L'indicatore mostra la concentrazione annuale di diossido di azoto in diverse tipologie di siti in Svizzera.
medio
positivo
I valori limite d’immisione di diossido di azoto sono attualmente perlopiù rispettati. I valori misurati risultano più alti in città, nelle aree suburbane e nelle zone a traffico intenso che nella campagna e continuano a superare quelli raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la protezione della salute umana (NO2 = 10 µg/m3). Lo stato è per questo valutato come medio.
Dalla metà degli anni ’80, grazie alle misure adottate in materia di inquinamento atmosferico (p. es. inasprimento dei valori limite dei gas di scarico, utilizzo di catalizzatori nelle automobili), l’inquinamento da diossido di azoto si è pressoché dimezzato. La tendenza è pertanto valutata in modo positivo.
Sono necessarie ulteriori misure di riduzione delle immissioni, come per esempio il ricorso alle tecniche più aggiornate in materia di veicoli, impianti industriali e agricoli nonché di sistemi di riscaldamento.
Anche i Paesi dell’Unione europea rilevano le immissioni di diossido di azoto e hanno definito lo stesso indicatore. In Svizzera l’inquinamento da diossido di azoto è inferiore rispetto ai Paesi limitrofi (meno veicoli a diesel, assenza di centrali termoelettriche) (cfr. Nitrogen dioxide - NO₂ | Air quality status in Europe 2026 | European Environment Agency (EEA).
Lo stato e la tendenza dell’inquinamento atmosferico su scala nazionale sono rilevati dalla Rete di osservazione nazionale degli inquinanti atmosferici NABEL. Gestita dall’UFAM e dall’Empa, questa rete consiste in 16 stazioni di misura installate su tutto il territorio nazionale che tengono conto delle principali situazioni di inquinamento. Per la valutazione delle immissioni di biossido di azoto sono stati calcolati i dati di misurazione delle stazioni per le diverse tipologie di siti, tenendo conto solo delle stazioni rurali sul versante nord delle Alpi.
| Evoluzione auspicata | Valore iniziale | Valore finale | Variazione in % | Evoluzione osservata | Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Calo | Media 2000-2002 | Media 2023-2025 | (1) -52.24%, (2) -49.92%, (3) -46.39%, (4) -44.75%, (5) -59.82% | (1) Calo, (2) Calo, (3) Calo, (4) Calo, (5) Calo | positivo |
| (1) città, traffico, (2) città, (3) aree suburbane, (4) campagna, (5) Prealpi/Giura | |||||