La produzione, l’utilizzo e lo smaltimento dei beni consumati in Svizzera sono strettamente legati all’utilizzo del suolo, il quale può provocare danni alla biodiversità. L’impronta sulla perdita di biodiversità mostra l’estensione di tali danni. Si basa sul potenziale di perdita delle specie (ossia la possibilità che una specie si estingua), dovuto determinate forme di sfruttamento del suolo, come agricoltura o insediamenti, rispetto ad uno stato di riferimento naturale. Viene calcolato diversamente a seconda del Paese: se in Europa un bosco viene trasformato in un campo coltivato, la perdita potenziale di biodiversità è più ridotta rispetto a una foresta pluviale
L’indicatore include l’utilizzo del suolo all’estero provocato dai prodotti importati (prospettiva dell’impronta ecologica).
scadente
negativo
Pro capite
La pressione del consumo svizzero sulla biodiversità è aumentata di circa il 3 per cento dal 2000 al 2023. Nel 2023 ammontava a 7,1 specie-anni per trilione di specie (Pico-PDF∙a, vedere metodo). La pressione all'estero è aumentata continuamente, mentre la quota nazionale dell'impronta di biodiversità è diminuita pro capite. Le derrate alimentari rappresentano la quota maggiore dell'impronta di biodiversità importata.
L'impronta di biodiversità si trova ben al di sopra della soglia che – estrapolata alla popolazione mondiale – è compatibile con i limiti di resilienza del pianeta. Rispetto all'anno precedente, l'impronta totale (quota nazionale + quota estera) è diminuita solo leggermente nel 2023. L'evoluzione osservata finora mostra addirittura un aumento dell'impronta di biodiversità. Pertanto, lo stato viene classificato come scadente e l'evoluzione è valutata come negativa.
Assoluto
L'impronta sulla biodiversità assoluta è aumentata più fortemente considerando l'incremento della popolazione residente svizzera, passando da 50 a 64 Micro-PDF∙a (+28 per cento).
Efficienza
Nel periodo considerato, l'efficienza in termini di biodiversità è migliorata solo lievemente: l'indice di efficienza è aumentato da 100 a soli 107. Un disaccoppiamento tra benessere e impatto sulla biodiversità non è quindi avvenuto in misura sufficiente.
Per ragioni metodologiche non è possibile al momento un confronto internazionale.
Il metodo corrisponde alle «interim recommendation» dell’UNEP-Life Cycle Initiative. Basato su Chaudhary et al. (2016), quantifica il potenziale di perdita atteso sul lungo termine causato da un determinato utilizzo del suolo (p. es. agricoltura o insediamento) rispetto a uno stato di riferimento naturale e indisturbato e tiene quindi in considerazione il fatto che differenti utilizzi del suolo hanno effetti estremamente differenti sulla biodiversità. Considera inoltre la vulnerabilità delle specie convertendo la regressione regionale delle specie presenti e la scomparsa delle specie endemiche in «specie scomparse completamente a livello globale». Riassume inoltre, proprio come per i gas serra il cui potenziale viene riassunto in «kg CO2 equivalenti», differenti intensità di effetti in un unico indicatore. Gli equivalenti di specie potenzialmente scomparse a livello mondiale vengono integrate anno dopo anno (a) e quantificate per milione di specie (Micro‑PDF∙a) o per miliardo di specie (Pico-PDF∙a).[1]
Correlazione con le liste rosse svizzere: l’impronta sulla biodiversità indica la perdita di biodiversità potenziale sul lungo termine a livello globale. Questa visione si discosta totalmente da quelle applicate nelle liste rosse e nei corrispondenti dati sulla biodiversità in Svizzera. L’impronta sulla biodiversità non è quindi comparabile con questi ultimi. Inoltre, l’impronta sulla biodiversità tiene in considerazione solo la causa principale della perdita di specie, ossia l’utilizzo del suolo. Non vengono quindi calcolate altre cause della perdita di biodiversità come i cambiamenti climatici o le quantità eccessive di azoto o pesticidi.
L’impronta viene analizzata e interpretata utilizzando tre parametri complementari.
[1] 1 Piko-PDF·a = 10-12 PDF·a (cioè un trilionesimo di PDF·a); PDF = potentially disappeared fraction of species; il termine «anni-specie» indica questa integrazione nel tempo.
Il calcolo di base è tratto dalla pubblicazione : EBP & Impact Economics. 2026. Bundesamt für Umwelt. Umwelt-Fussabdrücke der Schweiz: Entwicklung zwischen 2000 und 2023 (solo in tedesco).
| Evoluzione auspicata | Valore iniziale | Valore finale | Variazione in % | Evoluzione osservata | Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Calo | Media 2000-2002 | Media 2021-2023 | 4.04% | Incremento | negativo |
| Base: Pico-PDF*a pro capite (in Svizzera / all'estero) | |||||